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		<title>Il noprofit sgrava lo Stato di 10 miliardi l’anno</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Sep 2011 13:47:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[E’ feroce l’accanimento della scure dei tagli, e laddove si abbatte non resta che prenderne atto e giocare d’anticipo. Prossima [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E’  feroce l’accanimento della scure dei tagli, e laddove si abbatte non  resta che prenderne atto e giocare d’anticipo. Prossima mira della  mannaia, le cooperative; prima che il danno sia ineluttabile, in molti  stanno cercando di persuadere l’esecutivo dell’errore. Da ultimo, è  intervenuto il segretario di Stato Tarcisio Bertone, che ha criticato il  governo per aver loro riservato un pessimo trattamento. «Il che  rappresenta un danno oggettivo ed evidente per l’economia, la  salvaguardia di certi diritti e la stabilità sociale», afferma <strong>Giorgio Fiorentini, docente di Economia delle aziende e delle amministrazioni pubbliche, intervistato da <a title="Il Sussidiario" href="http://www.ilsussidiario.net" target="_blank"><em>ilSussidiario.net</em></a></strong>.  Per il cardinale, addirittura, la funzione delle cooperative è   connaturata alla democrazia stessa. I diritti che preservano e  promuovono, infatti, sono costitutivi del vivere civile. Come il lavoro.  Va da sé che, se un diritto è tale &#8211; è la sottolineatura di Bertone &#8211;  lo è a prescindere dalle regole dei mercati, alle logiche dei quali non  può essere soggiogato.<span id="more-306"></span></p>
<p>«Che le cooperative, in virtù della loro  formula imprenditoriale e del loro Dna specifico, tutelino i diritti di  tutti rappresenta un dato di fatto acquisito e condiviso da tutti»,  dice Fiorentini. Che, fin da subito, rileva il nocciolo del problema:  «Non è possibile determinare la consistenza effettiva del vantaggio  economico che rappresentano per il Paese o l’entità del risparmio per lo  Stato derivante dalla loro attività. Né il valore aggiunto che  conferiscono al territorio. Semplicemente, perché studi del genere non  sono mai stati fatti». Come facciamo a dire, allora, che tagliare gli  sgravi delle cooperative nuoce ai cittadini e allo Stato? «Si tratta di  dati intuibili. E’ evidente che svolgono una serie di attività con  risvolti di cui ne beneficiano tutti». Se si vuole dimostrare le proprie  ragioni, però, l’evidenza non basta. «Il mondo della cooperazione e il  mondo del non profit &#8211; riconosce il professore &#8211; hanno compiuto un  errore nel non prevedere che, un giorno, si sarebbe venuta a creare una  situazione del genere. Solo avendo in mano dei dati e dei conteggi  concreti e precisi, si può discutere ed impugnare i motivi per cui le  cooperative non vanno tartassate».</p>
<p>Un calcolo del genere, relativo  ad un settore specifico, Fiorentini lo ha fatto. «Il controvalore  economico delle attività socio-assistenziali svolte dalla popolazione  matura ed anziana &#8211; sopra i 55 e fino ai 75 anni &#8211; ammonta a 10 miliardi  di euro. Sono soldi che, in alternativa, avrebbe dovuto tirare fuori lo  stato». E’ chiaro, quindi che «in un range di flessibilità, tutte le  cooperative hanno un valore sociale. Ovviamente, quello delle  cooperative sociali è più elevato, perché hanno un effetto sostitutivo  rispetto a quanto dovrebbe fare lo Stato, con dei costi inferiori».  E,  oltre ha far risparmiare, contribuscono a garantire la pace e  l’equilibrio sociale: «I dati Excelsior, e non solo, rivelano come sia  praticamente l’unico settore in cui si è verificato un incremento  occupazionale. Va da sé che l’aggravio fiscale potrebbe nuocere a questo  percorso virtuoso». Non ci guadagna, in sostanza, nessuno. Per questo  l’impressione del professore è che «probabilmente si confida che il  livello di solidarietà e mutualismo presente all’interno delle  cooperative farà in modo che non si lascino condizionare dall’erosione  fiscale e che faranno di tutto per salvaguardare la sfera  occupazionale».</p>
<p style="text-align: right;"><em>(fonte: www.ilsussidiario.net )</em></p>
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		<title>Fa’ la cosa giusta!</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Mar 2011 14:09:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>roberta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 25-27 marzo 2011  a Milano si terra la fiera nazionale del consumo critico e degli stili di vita sostenibili. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 25-27 marzo 2011  a Milano si terra la fiera nazionale del consumo critico e degli stili di vita sostenibili.</p>
<p>In questi anni è andato crescendo l’interesse per il mondo che si riconosce nella definizione di “Economia Solidale”: un sistema di relazioni economiche e sociali che pone l’uomo e l’ambiente al centro, cercando di coniugare sviluppo con equità, occupazione con solidarietà e risparmio con qualità. Sempre più realtà produttive, infatti, intraprendono un percorso di sostenibilità ambientale e responsabilità sociale e, al contempo, cresce il numero di cittadini consapevoli dell’importanza e della forza che risiede nella loro capacità di partecipazione diretta e nelle loro scelte di acquisto.<br />
Per questi motivi, Terre di Mezzo ha dato vita al <strong>“Progetto Fa’ la cosa giusta!”</strong> che si propone di diffondere sul territorio nazionale le “buone pratiche” di consumo e produzione, dando vita a eventi in grado di comunicare i valori di riferimento dell’Economia Solidale e valorizzare le specificità e eccellenze del territorio, in rete e in sinergia con il tessuto istituzionale, associativo e imprenditoriale locale.<br />
Nata nel 2004 a Milano, Fa’ la cosa giusta! è giunta alla sua ottava edizione.</p>
<p>Il cuore di <strong>Fa’ la cosa giusta!</strong> è la mostra/mercato costituita da 14 sezione tematiche:<span id="more-297"></span></p>
<p>- <strong>Mangia come parli</strong></p>
<p>Fa&#8217; la cosa giusta! fin dalla prima edizione del 2004 ha scelto di porre al centro delle sue riflessioni l&#8217;agricoltura e l&#8217;alimentazione, due temi che saranno centrali durante l&#8217;Expo 2015, il cui claim è &#8220;Nutrire il pianeta, energia per la vita&#8221;. Due temi strategici, strettamente collegati, ma di non facile analisi per la complessa interazione tra globalizzazione, commercio e finanza internazionale, cambiamenti climatici, esaurimento delle risorse e crescita della popolazione mondiale.</p>
<p><strong>- Critical Fashion </strong></p>
<p>Accessori  ed indumenti che coniugano stile, progettualità e sostenibilità: dalle griffe di giovani designer, ai capi vintage, ai tessuti biologici o realizzati con fibre naturali.</p>
<p>- <strong>Casa sostenibile</strong></p>
<p>Soluzioni, idee e progetti per costruire, arredare e abitare in modo consapevole lo spazio domestico.</p>
<p>- <strong>Viaggiare leggeri</strong></p>
<p>Associazioni, enti pubblici e imprese impegnate nella diffusione di strumenti di mobilità sostenibile.</p>
<p>- <strong>Turismo solidale</strong></p>
<p>Operatori del turismo, che lavorano secondo principi di giustizia sociale ed economica, nel pieno rispetto dell’ambiente e delle culture.</p>
<p>- <strong>Monelli ribelli</strong></p>
<p>Realtà che promuovono prodotti e servizi per prendersi cura dei più piccoli in modo sostenibile.</p>
<p>- <strong>Ecoprodotti</strong></p>
<p>Tessuti naturali, prodotti per la bellezza e l&#8217;igiene personale, detersivi, articoli di cartoleria che garantiscono un basso impatto ambientale durante l&#8217;intero ciclo di vita del prodotto.</p>
<p>- <strong>Energie rinnovabili</strong></p>
<p>Enti pubblici, associazioni ed imprese che hanno intrapreso un percorso di ricerca e di sensibilizzazione sul risparmio energetico e sullo sviluppo delle energie rinnovabili.</p>
<p>- <strong>Sprigioniamoci &#8211; Economia carceraria</strong></p>
<p>Progetti, cooperative di servizio e di produzione, associazioni di promozione culturale, realtà di volontariato che operano nel mondo carcere.</p>
<p>- <strong>Editoria indipendente e di progetto</strong></p>
<p>Siti, periodici, editori, case di produzione cinematografica, impegnati nella realizzazione e nella distribuzione di progetti culturali vicini ai temi della fiera.</p>
<p>- <strong>Finanza etica</strong></p>
<p>Istituti bancari, raccolte di risparmio a scopo sociale/solidale, progetti di microcredito , programmi di investimento eticamente orientati,  assicurazioni solidali.</p>
<p>- <strong>Pace e partecipazione</strong></p>
<p>Associazioni, reti e istituzioni che promuovono i principi del consumo critico, della partecipazione e della non violenza.</p>
<p>- <strong>Software libero</strong></p>
<p>Associazioni, enti e gruppi di persone che promuovono l’open source, la condivisione del sapere e propongono servizi di comunicazione solidali (telefonia, internet, ecc).</p>
<p>- <strong>Commercio equo e solidale</strong></p>
<p>Centrali di importazione e botteghe, produttori del sud del mondo ed associazioni di rappresentanza del commercio equo e solidale.</p>
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		<title>WEB. Google diventa family friendly</title>
		<link>http://www.onlusweb.it/2011/02/web-google-diventa-family-friendly/</link>
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		<pubDate>Wed, 02 Feb 2011 16:28:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>roberta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Il progetto è frutto della collaborazione con Save the Children, Telefono Azzurro e Terre des Hommes Google annuncia di aver [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em> </em></p>
<p><em>Il progetto è frutto della collaborazione con Save the Children, Telefono Azzurro e Terre des Hommes</em></p>
<p>Google annuncia di aver creato un nuovo Centro Sicurezza Online per la Famiglia, raggiungibile al link ww.google.it/sicurezzafamiglia.</p>
<p>Il centro raccoglie suggerimenti di importanti associazioni, consigli e spunti offerti da genitori (che lavorano in Google ma non solo) così come informazioni su come usare gli strumenti di sicurezza che abbiamo sviluppato per i prodotti Google.</p>
<p>La rivoluzione digitale, abbracciata entusiasticamente dai più giovani, mette a dura prova i genitori, che non sempre hanno consapevolezza o competenze per educare i figli a un uso responsabile dei nuovi media, Internet e social network in testa. I nuovi strumenti presentano nuove opportunità di miglioramento del sapere e di socializzazione, ma anche nuove insidie che, per mancanza di tempo o di informazioni, molti genitori non sono attrezzati a comprendere e affrontare.</p>
<p>Google ha deciso di creare il Centro Sicurezza Online per la Famiglia proprio partendo da questa constatazione, suffragata dai dati di una recente indagine alla quale ha fornito il proprio contributo e che ha evidenziato come – in un campione rappresentativo di oltre 500 genitori di bambini tra gli 8 e i 13 anni &#8211; appena il 18% abbia mostrato di conoscere appieno le nuove tecnologie e di essere in grado di affiancare in modo appropriato i figli in un approccio corretto e responsabile ai media digitali.</p>
<p><span id="more-288"></span></p>
<p>“Dopo il lancio, oltre un anno fa, del Centro di Sicurezza YouTube e la partecipazione a numerose iniziative indirizzate ai giovani, il nostro intento con il Centro per la sicurezza online della famiglia è di ampliare e rafforzare il dialogo anche con i genitori, per aiutarli a meglio comprendere la realtà digitale nella quale si muovono quotidianamente i loro figli”, ha spiegato Marco Pancini, European Policy Counsel di Google per l’Italia.</p>
<p>Il Centro per la sicurezza online della famiglia è suddiviso in diverse sezioni contenenti informazioni sugli strumenti di protezione offerti da Google e consigli per genitori e ragazzi forniti in collaborazione con i tre partner dell’iniziativa. Tra i temi trattati, cyberbullismo, contenuti violenti e/o a sfondo sessuale, adescamento online, privacy. Sono inoltre disponibili un decalogo di consigli generali rivolti direttamente agli insegnanti e ai giovani utenti della Rete, nonché suggerimenti sui comportamenti da tenere nel caso in cui si sia vittime di episodi di cyberbullismo.</p>
<p>Un’altra sezione contiene una serie di risposte alle domande più frequenti delle categorie di utenti cui il sito si indirizza. Vi sono infine link diretti per la segnalazione di episodi di abusi e usi scorretti dei prodotti online di Google e una sezione con i video-consigli forniti dai genitori che lavorano in Google ad alti genitori preoccupati della sicurezza dei loro figli su Internet. Dall’interno del Centro Sicurezza è inoltre possibile accedere direttamente alle pagine informative sull’iniziativa “Non perdere la bussola”, promossa da Google/YouTube in collaborazione con Polizia delle Comunicazioni e Ministro della Gioventù e lanciato oggi stesso. L’iniziativa, complementare alle risorse del Centro di sicurezza online, consiste in corsi di formazione sull’uso sicuro e responsabile della rete organizzati nelle scuole medie e superiori italiane, rivolti a studenti e genitori.</p>
<p>Google ha poi chiesto ad alcuni genitori di condividere consigli pratici da applicare nella vita di tutti i giorni. Le tattiche che usano vanno dal fissare un limite di tempo nell’uso di Internet da parte dei ragazzi, non collocare il computer nella loro camera e controllare periodicamente la cronologia delle navigazioni  e i profili sui social network. Ciascuno ha la propria idea, non esiste qualcosa come la risposta giusta o la risposta sbagliata.</p>
<p>Il nuovo Centro per la sicurezza online della famiglia, infine, offre informazioni su come utilizzare gli strumenti di sicurezza incorporati nei nostri progetti, quali SafeSearch e la Modalità di protezione di YouTube, che possono aiutare a controllare i contenuti che i ragazzi possono trovarsi davanti. I controlli della condivisione dei contenuti in YouTube, Picasa, Blogger e altri prodotti assicurano che video, foto e blog siano condivisi solo con le persone giuste. Inoltre, è stata creata una sezione su come gestire le funzioni di geolocalizzazione su dispositivi mobili.</p>
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		<title>Software libero in Trentino &#8211; Alto Adige e in Puglia</title>
		<link>http://www.onlusweb.it/2011/01/software-libero-in-trentino-alto-adige-e-in-puglia/</link>
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		<pubDate>Tue, 11 Jan 2011 14:34:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>roberta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[È partito nel mese di dicembre 2010 il progetto ABC Computer che nasce a Trento, grazie alla collaborazione con un’associazione che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>È partito nel mese di dicembre 2010 il progetto <strong>ABC Computer</strong> che nasce a Trento, grazie alla collaborazione con un’associazione che si occupa di software libero, Linux Trent  con il <strong>Comune di Trento</strong> e la collaborazione della sezione di Informatici senza Frontiere Trentino/Alto-Adige. Questo progetto ha l’obiettivo di favorire l’avvicinamento all’utilizzo del <strong>software libero</strong> e del pc in generale.</p>
<p>Il Comune di Trento ha messo a disposizione dei cittadini un’<strong>aula informatica</strong> dotata di quattro postazioni pc connesse ad Internet e con sistema <strong>Ubuntu</strong>. L’aula, situata nella centralissima <strong>Via Belenzani</strong>, resta aperta al pubblico <strong>tutti i pomeriggi</strong> per qualche ora, ed è disponibile per tutte le persone che hanno interesse a imparare ad utilizzare Ubuntu o il pc in generale sotto la guida dei <strong>volontari</strong> che si turnano negli orari di apertura.</p>
<p>Con ABC Computer, dunque, si è voluto aprire uno spazio di avvicinamento e apprendimento dell’uso del pc e del software libero senza i vincoli imposti dai corsi, ma lasciando <strong>libero accesso </strong>sia alle postazioni pc sia all’assistenza dei volontari.</p>
<p>Nello stesso mese Nichi Vendola, Governatore della Regione Puglia, ha incontrato Richard Stallman, il fondatore e maggiore esponente del movimento del software libero, che nel 1983 diede avvio al progetto GNU con l’intento di creare un sistema operativo simile a Unix ma libero: da ciò prese vita il movimento del software libero.</p>
<p><strong>Pioniere del concetto di copyleft, è autore della GNU General Public License (GPL). </strong> Spende molto del suo tempo sostenendo il software libero.</p>
<p>La Regione Puglia  un mese fa ha sottoscritto un protocollo d’intesa con Microsoft, notizia che ha suscitato molte polemiche e proteste. Vendola ha quindi accettato questo incontro e nella conferenza stampa successiva all’incontro ha annunciato di voler coinvolgere la rete del software libero nella stesura della legge sull’open source già licenziata in prima stesura dalla giunta regionale.<br />
<strong>Inoltre è stato deciso che nel 2011 la</strong><strong> </strong><strong>Puglia</strong><strong> </strong><strong>ospiterà gli Stati generali del software libero.</strong></p>
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		</item>
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		<title>Convegno dell&#8217;Osservatorio ICT nel NonProfit</title>
		<link>http://www.onlusweb.it/2010/11/convegno-dellosservatorio-ict-nel-nonprofit/</link>
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		<pubDate>Tue, 23 Nov 2010 15:50:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>roberta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Lunedì 22 novembre 2010 si è tenuto il Convegno ICT nel non Profit, il convegno è stato organizzato congiuntamente da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lunedì 22 novembre 2010 si è tenuto il Convegno ICT nel non Profit, il convegno è stato organizzato congiuntamente da Informatici Senza Frontiere e dal Dipartimento di Informatica, Sistemistica e Comunicazione (DISCO) dell’Università degli Studi di Milano Bicocca.</p>
<p>Con il patricinio di Assinform, AICA, ASSIF, Fondazione Think!, FIDA, ClubTi Milano</p>
<p>Hanno partecipato personaggi importanti del mondo ICT e del NonProfit, e sono stati presentati casi di applicazioni pratiche di strumenti informatici per il Terzo Settore.<span id="more-276"></span></p>
<p>I fornitori di soluzioni ICT non hanno focalizzato il NonProfit come un <strong>segmento specifico</strong>.<br />
In alcuni casi viene considerato come un sottoinsieme del mercato Consumer o delle PMI (Piccole Medie Imprese) o nei casi migliori come parte della Pubblica Amministrazione.<br />
D’altra parte, le organizzazioni NonProfit del nostro Paese hanno approcciato l’innovazione tecnologica e le opportunità dell’ICT in un’ottica non strategica, cercando soluzioni immediate ai problemi che man mano si sono presentati. Come conseguenza, il NonProfit non può beneficiare (se non in modo marginale) dell’ICT, e spesso deve dedicare risorse preziose per gestire il suo “divario digitale”</p>
<p>L&#8217;Osservatorio si propone quindi di ridurre la distanza tra l&#8217;Informatica e il Terzo Settore attraverso:</p>
<ul>
<li>il <strong>monitoraggio </strong>delle      soluzioni informatiche utilizzate nelle iniziative e nelle imprese      NonProfit.</li>
<li>la formulazione di <strong>proposte </strong>per l’innovazione del settore.</li>
<li>l’identificazione di best      practice sia per gli aspetti tecnologici che per la governance, e lo      stimolo alla loro diffusione</li>
<li>l’<strong>organizzazione </strong>di      un Convegno annuale per discutere queste tematiche.</li>
</ul>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Assemblea autunnale ISF ed evento Internet Solidarietà e Partecipazione Attiva – 30 e 31 ottobre</title>
		<link>http://www.onlusweb.it/2010/10/assemblea-autunnale-isf-ed-evento-internet-solidarieta-e-partecipazione-attiva-%e2%80%93-30-e-31-ottobre/</link>
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		<pubDate>Sat, 30 Oct 2010 15:00:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>roberta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 30 e 31 ottobre al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano si è svolta l’assemblea autunnale ISF [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-274" src="http://www.onlusweb.it/wp-content/uploads/2010/11/logo1.gif" alt="logo" width="216" height="63" />Il 30 e 31 ottobre al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano si è svolta l’assemblea autunnale ISF e l’evento “Internet Solidarietà e Partecipazione Attiva”.</p>
<p>Si è cominciato sabato 30 ottobre con l’assemblea semestrale, un momento importante di confronto sulle attività dell’associazione un momento di incontro per i soci. Domenica 31 ottobre si è tenuto l’evento “Internet Solidarietà e Partecipazione Attiva”: momento di condivisione delle opportunità create dall’innovazione tecnologica per il Terzo Settore, per la Cultura, la Democrazia e la <a title="Posts tagged with Partecipazione" href="http://www.informaticisenzafrontiere.org/tag/partecipazione/">partecipazione</a> attiva. Sono intervenuti prestigiosi relatori, fra cui <strong>Fiorello Cortiana</strong>, già Senatore della Repubblica, che ha parlato della Rete come strumento di democrazia e <a title="Posts tagged with Partecipazione" href="http://www.informaticisenzafrontiere.org/tag/partecipazione/">partecipazione</a> attiva, e <strong>Don Gino Rigoldi</strong>, Fondatore  della Comunità Nuova (per l’inserimento sociale dei ragazzi ex detenuti di carceri minorili) e delle <strong>Case del Sorriso</strong> in Romania, il cui interventoè stato incentrato su Tecnologia come strumento per una vita migliore. Nel corso dell’evento, sono stati attivati <strong>collegamenti</strong> in diretta dall’Africa, dai luoghi dove sono oggi in corso alcuni degli interventi più cruciali di ISF; in particolare, con il Professor Agostino Faravelli, Vice Presidente di <strong>Patologi Oltre Frontiera</strong>, attualmente attivo in Madagascar, e con la dottoressa <strong>Chiara Castellani</strong> di PeaceLink, al momento unico medico operativo nell’ospedale di Kimbalu in Congo.</p>
<p>Il weekend di eventi è stata un’opportunità per Informatici Senza Frontiere di allargare il dibattito sul <strong>digital divide</strong> e sulle opportunità di aiuto offerte dalla tecnologia, e di incontro con le numerose realtà che sul territorio si occupano di utilizzare la tecnologia informatica come strumento di supporto. La scelta di proporre i due eventi in un unico fine settimana si pone l’obiettivo di coinvolgere il maggior numero di persone , allargando il consenso e la base di partecipazione alle iniziative Non Profit che hanno una grande necessità di tecnologia a supporto.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Il Web e le charity statunitensi</title>
		<link>http://www.onlusweb.it/2010/09/web-charity-statunitensi/</link>
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		<pubDate>Wed, 22 Sep 2010 17:42:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Il termine charity è riferito a una tipologia di organizzazione no-profit che si pone obiettivi caritatevoli a favore delle persone [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">Il termine charity è riferito a una tipologia di organizzazione no-profit che si pone obiettivi caritatevoli a favore delle persone che necessitano di aiuto. Negli Stati Uniti una charity è definita come un’organizzazione il cui unico fine è quello di portare benefici caritatevoli alla società.<br />
Per valutare la presenza sul Web delle charity statunitensi si farà riferimento a una <a title="Ricerca Blackbaud" href="http://www.blackbaud.com/files/.../Survey_ReturnOnInternetInvestments.pdf" target="_blank">ricerca del 2009 condotta dalla società USA Blackbaud</a> specializzata nella ricerca e nello sviluppo di software per la raccolta fondi on-line.  <strong>Lo studio ha coinvolto 96 charity e il primo dato che emerge è che il 97% delle charity partecipanti è presente sul Web e di queste il 52% utilizza strumenti per il social networking.</strong> Il 32% dei presenti sui social network attribuisce a questo canale di comunicazione una responsabilità nella raccolta fondi della charity.<span id="more-266"></span></p>
<div id="attachment_267" class="wp-caption aligncenter" style="width: 464px"><img class="size-full wp-image-267 " title="presenza-web" src="http://www.onlusweb.it/wp-content/uploads/2010/09/presenza-web.jpg" alt="Presenza delle charity sui social network" width="454" height="271" /><p class="wp-caption-text">(Fig.1 - Presenza delle charity sui social network)</p></div>
<p>Come si nota nel grafico sopra riportato (fig. 1), Facebook è il social network maggiormente utilizzato. Questo sta a significare che il mondo del no-profit ha compreso le potenzialità di questo strumento che connette oltre 300 milioni di utenti in tutto il mondo. Il secondo strumento più utilizzato è Twitter, sistema per il microblogging molto diffuso nel panorama Web statunitense.<br />
Oltre il 60% delle charity che hanno partecipato allo studio dichiara di essere insoddisfatto riguardo agli investimenti per la attuale presenza web ma, nonostante ciò, per il 2010 destinerebbero più risorse all’e-mail marketing. L’attività di mailing è sicuramente importante per una charity, ma il proposito di aumentare i fondi destinati a questo settore della propria presenza nel Web denota una comprensione ancora limita delle potenzialità messe a disposizione dal mezzo.<br />
<strong>Avere un sito web non deve essere considerato un obbligo o un onere che l’organizzazione deve sostenere ad ogni costo: deve essere visto come un investimento dal quale poter ricavare ritorni positivi, non solo in termini economici.</strong> Le charity e le organizzazioni italiane dovrebbero adoperarsi per ottenere un sito usabile ed accessibile dove le informazioni si leggono e si comprendono facilmente.  Questo dà la possibilità di attirare più simpatizzanti, utenti, nuovi volontari e donatori.</p>
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		<title>Quando l’azienda si allea con l’ONG</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Jul 2010 08:40:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quando l’azienda si allea con l’ONG: il caso di Cospe e NaturaSì. Un finanziamento (quasi) da ministero. NaturaSì, rete di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Quando l’azienda si allea con l’ONG: il caso di Cospe e NaturaSì.</strong></p>
<p>Un finanziamento (quasi) da ministero. NaturaSì, rete di supermercati  bio, ha destinato 130mila euro al progetto “Granai del Niger” di Cospe,  organizzazione non governativa presente con progetti di sviluppo nel  Paese africano. Nel 2006 l’azienda ha deciso di sostenere l’iniziativa  della ong attraverso la raccolta punti. I clienti dei 75 punti vendita  in Italia hanno aderito e in tre anni si è arrivati alla raccolta  record. «L’obiettivo iniziale era costruire cinque granai nel Niger, ora  invece ne potremo finanziare 24» afferma Giò Gaeta, responsabile delle  relazioni esterne di NaturaSì.<br />
<span id="more-262"></span><br />
Un «rapporto di lunga data» e una «sensibilità comune» sono le chiavi  del successo di un’alleanza non scontata, quella fra azienda e ong.  «Abbiamo conosciuto Cospe nel 2003 quando abbiamo deciso di aderire alla  campagna “No agli OGM, sì all’indipendenza alimentare”, perché il  messaggio corrispondeva in pieno alla nostra filosofia aziendale»  continua Gaeta. «Poi abbiamo deciso di spingerci oltre sostenendo il  progetto di sicurezza alimentare in Niger».</p>
<p>I granai o “banche di cereali” in Nigerf fanno parte di una strategia  di sopravvivenza che affonda le sue radici nella tradizione agricola  locale. L’obiettivo è creare stock di miglio acquistati sul mercato  locale che poi vengono dati in prestito o venduti, a prezzi controllati,  nei periodi più critici, consentendo di dare sicurezza alimentare alle  popolazioni dell’area. Alcune ong hanno scelto di sostenere e rilanciare  questo meccanismo per assicurare autonomia alimentare e indipendenza  alle fasce di popolazione più deboli, preservando il patrimonio della  biodiversità.</p>
<p>«La costruzione delle banche dei cereali in Niger fa parte di una  strategia più complessa che vede coinvolte le associazioni contadine  della società civile nigerina sostenute da molti anni dalla nostra  associazione» spiega il presidente di Cospe Fabio Laurenzi. «Le banche  costruite con la campagna stanno già cambiando la vita di intere  comunità e villaggi che potranno contare su risorse alimentari  sufficienti nei periodi tra un raccolto e l’altro, investire in nuove  attività il denaro risparmiato per non dover acquistare sementi e  preservare e utilizzare le sementi autoctone piuttosto che quelle,  spesso OGM, imposte dalle multinazionali».</p>
<p>«Il grado di coinvolgimento e adesione all’iniziativa dei nostri  punti vendita è stato molto alto, e questo ha contribuito a un successo  che sinceramente non ci aspettavamo» afferma Giò Gaeta. «Per questo  abbiamo deciso di rilanciare, e a febbraio di quest’anno abbiamo  cominciato a sensibilizzare i nostri clienti su un altro progetto in  Angola, sempre gestito da Cospe. Si tratta di un intervento di  irrigazione in una zona arida, il Nmibe, attraverso la costruzione di  pozzi e cisterne e la consegna di attrezzi di lavoro sosterranno  direttamente gli agricoltori».</p>
<p><small> Fonte: <a href="http://www.vita.it" target="_blank">www.vita.it</a></small></p>
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		<title>Pubblicità gratuita per le organizzazioni no profit</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Jun 2010 14:36:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il programma Google Grants consente alle organizzazioni no profit di raggiungere i propri obiettivi grazie alla pubblicità del proprio sito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il programma Google Grants consente alle organizzazioni no profit di raggiungere i propri obiettivi grazie alla pubblicità del proprio sito web su Google. Gli annunci di Google AdWords vengono pubblicati quando gli utenti effettuano ricerche su Google. Se gli utenti fanno clic su uno degli annunci vengono indirizzati al sito web pubblicizzato.</strong><br />
Basta digitare solidarietà o regali solidali su Google.it e scegliere una tra le tante associazioni no profit che da anni si impegnano a migliorare la vita di persone meno fortunate di noi. Fondi per la ricerca, vaccini, derrate alimentari, sostegno medico-sanitario, corsi di alfabetizzazione etc.<span id="more-257"></span> E se già siete sostenitori di un&#8217;associazione ONLUS ma non la vedete online, suggerite loro di visitare il sito <a title="Google Grants" href="http://www.google.it/grants" target="_blank">www.google.it/grants</a>. In questo link è possibile fare richiesta di entrare in Google Grants, il programma di pubblicità gratuita per le ONLUS, e ottenere, se rispettati tutti i requisiti, una campagna pubblicitaria completamente gratuita. La spiegazione  è firmata dal Google Italy Blog Team.</p>
<p>Nelle stesse ore, però, sul blog ufficiale del gruppo giunge un ulteriore approfondimento: le associazioni non profit già parte del programma Google Grants potranno vedere annullate le ritenute sulle offerte ancora fino al 1 Gennaio 2011, ottenendo così un anno in regalo rispetto alle associazioni che si affilieranno al programma nel frattempo.</p>
<p>Con un consiglio interessante, scaturito da una sorta di indagine di mercato effettuata dal team di Mountain View:</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-258" title="nonprofit" src="http://www.onlusweb.it/wp-content/uploads/2010/06/nonprofit.jpg" alt="nonprofit" width="394" height="119" /></p>
<p>Il suggerimento di Google è di non consigliare una cifra ai potenziali donatori. Questo per un motivo specifico: l&#8217;utente desideroso di fare un&#8217;offerta, tendenzialmente si abbandona più liberamente alla generosità quando non trova indicazioni sulla cifra. Nella tabella è possibile confrontare i vari casi, e le risultanze sono chiare: meglio lasciar carta bianca all&#8217;offerente per massimizzare il risultato.</p>
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		<title>La responsabilità sociale di Impresa alla base del sostegno alle ONG</title>
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		<pubDate>Mon, 24 May 2010 13:55:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ale</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il concetto di Responsabilità sociale d&#8217;impresa sta divenendo sempre più abituale tra chi opera con le aziende, in Italia e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il concetto di Responsabilità sociale d&#8217;impresa sta divenendo sempre più abituale tra chi opera con le aziende, in Italia e nel mondo, tanto con le piccole e medie quanto con le grandi corporations.<br />
Possiamo definire la Responsabilità sociale d&#8217;impresa come “l&#8217;integrazione di preoccupazioni di natura etica all&#8217;interno della visione strategica d&#8217; impresa”.</p>
<p>E’ di immediata evidenza l&#8217;importanza che l&#8217;azienda dà alla sua reputazione, valore intangibile che ha delle ripercussioni sull’immagine dell’impresa stessa. La crescente attenzione dei consumatori nei confronti del comportamento delle aziende ha infatti indotto numerose imprese ad assumere comportamenti responsabili ed attenti al tessuto sociale nel quale operano. Questo atteggiamento viene premiato dalla collettività che apprezza tali imprese premiandole con le proprie scelte di mercato.<br />
A fronte di queste crescenti sollecitazioni da parte dei consumatori per un’attenzione maggiore verso il sociale, la Responsabilità Sociale d’Impresa sta diventando un ambito di sempre più forte interesse.</p>
<p><span id="more-241"></span></p>
<p>La Responsabilità sociale non deve tuttavia essere intesa come un “sentimento”, ma deve essere espressa con atti e azioni concrete. Uno degli ambiti in cui la responsabilità sociale d’impresa si concretizza riguarda il sostegno dello sviluppo sociale della comunità in cui essa opera.</p>
<p>Le aziende possono e devono  avere un ruolo fondamentale nel dare sostegno ai progetti in favore del sociale; per questo importante creare una modalità di collaborazione tra ONG e imprese che sia basato sull’orientamento del “fare” e non  sull’ideologia.</p>
<p>Recenti indagini hanno confermato che l’85% degli italiani apprezza le Aziende che collaborano con associazioni non profit (GfK Eurisko, 2005) e il 64% degli italiani considera il sostegno alle cause sociali un dovere delle Aziende (indagine Doxa, 2006).</p>
<p>La scelta di collaborare con un’ONG porterà dunque ad una valorizzazione dell’immagine dell’impresa in termini di immagine e di ritorni commerciali.</p>
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