Social Guerriglia – fund raising non convenzionale

Che cosa può fare un’organizzazione no-profit per effettuare campagne di fund raising efficaci ed economiche?
Parliamo di social guerriglia. Con questo termine intendiamo quelle campagne di marketing sociale e in particolare di matrice non convenzionale, portate avanti da organizzazioni e comunità che operano per raggiungere un obiettivo di utilità sociale.
Sempre tenendo quindi conto dell’enorme quantità di denaro che servirebbe per vedere il proprio messaggio diffuso in maniera efficace sui vari media, è ovvio che considerando la scarsità di mezzi economici a disposizione delle campagne sociali il marketing sociale debba far affidamento su queste tecniche che puntano più sul suscitare emozioni che all’investimento economico.
Quindi il social guerriglia è sicuramente lo strumento più adatto perchè punta su efficacia ed economia.
Verso la metà degli anni Novanta si colloca il primo caso di social guerriglia. A comunicare è Amnesty International che si schiera contro le mine anti-uomo, lo fa posizionando sui marciapiedi degli adesivi tondi con la parte ricoperta di colla rivolta verso l’alto in modo che si attaccassero alle scarpe dei passanti. L’altro lato dello sticker riportava la seguente scritta: « You have just had your leg blown off! » e « You have 50% of possibilities to die in few minutes. Landsmines kill or enjure someone in the world every 20 seconds ».

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Fonte: http://www.justinguerrilla.it

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